Contro la morte improvvisa via al progetto Verona Cuore

2 dicembre, 2011 by admin in Rassegna Stampa

VERONA – Ogni anno in Veneto più di quattromila persone muoiono a causa di un improvviso arresto cardiaco. Sono persone di tutte le età e molte di loro forse si sarebbero salvate se ci fosse stato nei paraggi un defibrillatore semiautomatico e una persona che sa come utilizzarlo. Per questo nasce il Progetto Verona Cuore, di corsi di rianimazione cardio-polmonare e di abilitazione all’utilizzo dei defibrillatori negli istituti scolastici di secondo grado. L’iniziativa è sostenuta dalla Banca Popolare di Verona che finanzia i corsi destinati alla formazione ma anche al re-training dei docenti che hanno già effettuato un primo addestramento.

Il progetto è promosso dall’Associazione Italiana Soccorritori (Ais) con la collaborazione del Suem 118 di Verona, dell’Azienda ospedaliera integrata universitaria, di Irc Comunità e dell’Ufficio Scolastico territoriale e d è rivolto a dirigenti scolastici, docenti, personale tecnico amministrativo e studenti delle scuole secondarie superiori veronesi per divulgare in maniera capillare tra gli studenti la conoscenza della manovra di rianimazione cardiopolmonare.
Avviato lo scorso anno scolastico, il progetto prevedeva un corso di manovre di primo soccorso. I docenti coinvolti sono stati 120 di 21 scuole. Quest’anno l’obiettivo è di coinvolgere altri 20 istituti per un totale di circa cento partecipanti e il contestuale rinnovo della certificazione ai 120 docenti formati l’anno scorso. La validità del certificato di abilitazione è di un solo anno e grazie al contributo della Banca Popolare sarà possibile garantire ai circa 220 partecipanti abilitati il rinnovo dei certificati per i prossimi cinque anni.
Il progetto prevede inoltre che gli insegnanti abilitati all’utilizzo dei defibrillatori partecipino a ulteriori tre ore di formazione per conseguire la qualifica di educatori Bls per gli studenti delle classi quarta e quinta superiore per prepararli alle manovre di rianimazione cardio-polmonare. L’iniziativa partirà a gennaio.
«L’obiettivo finale è che tutti i ragazzi che escono dalla maturità siano in grado di effettuare quelle semplici manovre che possono salvare una vita», ha detto Fabio Debortoli, presidente nazionale e della sezione veronese dell’Ais. «Per l’addestramento verranno forniti dei mini-manichini per favorire l’addestramento». Il direttore del Suem di Verona, il dottor Osvaldo Orsi ha sottolineato come spesso l’unico presidio in grado di risolvere un arresto cardiaco sia il defibrillatore. Ma ovviamente deve esserci qualcuno in grado di usarlo. «Già dal 2002 la Regione Veneto ha normato la presenza di questi apparecchi sul territorio», ha spiegato Orsi, «affidandoli prima ai mezzi di soccorso pubblico e di volontariato e in parte alle forze dell’ordine, e destinandone poi altri anche a scuole e stazioni ferroviarie. Il terzo step sarà la diffusione capillare nel luoghi ad alta frequentazione di pubblico come i centri commerciali e gli impianti sportivi. Nella seconda fase di questo programma sono stati assegnati a Verona 15 defibrillatori e per distribuirli abbiano individuato quelle scuole dove erano stati formati gli insegnanti». Un progetto a cui ha aderito subito L’Ufficio scolastico, come ha sottolineato la dottoressa Monica Magnone:« È un supporto alla salute ma anche un arricchimento professionale per gli insegnanti».

Elena Cardinali

Articolo orginale su L’Arena di Verona

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